Tre Martiri

Festa delle famiglie
7 Giugno 2026
Documentario Padre Martino Capelli
26 Agosto 2026
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Profilo Biografico

Padre Martino Capelli, SCJ
Nicola Capelli nasce a Nembro (BG) il 20 settembre 1912. A 12 anni viene ammesso alla scuola dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù (Dehoniani), dicendo: «Vengo per essere prete e questo mi basta». Nella vita religiosa Nicola prende il nome di “Martino Maria” e, particolarmente colpito da un incontro sui martiri messicani, chiede alla Vergine di Guadalupe la grazia di poter essere anch’egli martire, orientando così la consacrazione – nel realismo del quotidiano – a un forte dono di sé. È consacrato sacerdote a Imola il 26 giugno 1938. Uomo col desiderio d’una missione sui fronti più avanzati dell’apostolato, è richiesto dai Superiori per lo studio anche al Biblico di Roma e la docenza. Nel 1944 accetta di stabilirsi per un periodo a Salvaro per coadiuvare Mons. Fidenzio Mellini: qui istituisce una fraternità sacerdotale col Salesiano don Elia Comini e accoglie l’invito di don Ubaldo Marchioni alla predicazione. Il 29 settembre 1944, accorre con don Elia in direzione della “Creda”, per portare gli estremi conforti della fede agli agonizzanti di quell’eccidio. Negli ultimi istanti invoca “Perdono” e, morente, traccia un gran segno benedicente di croce sui tanti fratelli la cui vita è violentemente spenta quel giorno, assieme alla sua. Il dono di una sua Parola: «[…] o Maria, fammi anche da Mamma materiale. Ti rinnovo la mia consacrazione.» «O Vergine, regina dei martiri Messicani, concedimi che un giorno sia anch’io martire di Cristo Re e di Te, Vergine Immacolata.»
Don Elia Comini, SDB
Elia Comini nasce il 7 maggio 1910 a Calvenzano di Vergato (BO). Qui si mette ben presto alla «scuola di fuoco», di fede e carità, di Mons. Fidenzio Mellini e ne è orientato ai Salesiani di Finale Emilia (MO). L’incontro con don Bosco entusiasma il ragazzo Elia, che intraprende il percorso formativo tra i Salesiani. Viene consacrato sacerdote a Brescia il 16 marzo 1935. Consegue la Laurea in Lettere alla Regia Università di Milano con una tesi sul De resurrectione carnis di Tertulliano ed è assegnato alle Case salesiane di Chiari (BS) e Treviglio (BG). Non dimentica la propria terra d’origine e vi rientra nel 1944, quando il suo supporto alla pastorale si traduce, sotto il precipitare degli eventi, in un’azione sacerdotale eroica a favore della popolazione e, infine, nel martirio per essere rimasto quale «buon pastore» accanto al suo gregge. È ucciso con altri innocenti dalle SS tedesche il 1° ottobre 1944, presso l’invaso della Canapiera di Pioppe di Salvaro, dopo essere stato catturato mentre portava con padre Martino Capelli scj gli estremi conforti della fede agli agonizzanti dell’eccidio della Creda, e pesantemente umiliato. Col suo corpo fa da scudo a un uomo che si salva. Termina la vita terrena scandendo le Litanie e gridando “Pietà!”. Con lui era anche il giovane Dehoniano padre Martino Capelli. Il dono di una sua Parola: «Pregate, pregate per me, perché ho una missione da compiere.» «[…] a far la carità se ne paga la pena; fra breve andrò a ricevere il premio.»
Don Ubaldo Marchioni
Ubaldo Marchioni nasce il 19 maggio 1918 a Vimignano di Grizzana (BO). Entrato in Seminario, si lega in amicizia a Giovanni Fornasini (sacerdote martire, beato dal 2021) e vi conosce Luciano Gherardi, poi grande figura dell’Arcidiocesi bolognese. È ordinato sacerdote a Bologna il 28 giugno 1942. Dal maggio 1944 è parroco di San Martino di Caprara e di Santa Maria Assunta di Casaglia, sulle alture. Don Ubaldo, ad appena 25/26 anni, non abbandona il gregge all’arrivo del lupo, sapendo di andare incontro a un alto rischio di essere ucciso. Muore il 29 settembre 1944, in Santa Maria Assunta di Casaglia dove – diretto a celebrare la Messa per i piccoli a Cerpiano – si era fermato per consumare le Ostie consacrate sottraendole così alla furia dei nazisti in risalita. Separato dalla propria gente (massacrata a propria volta a poca distanza) è ucciso ai piedi dell’altare della chiesa, accanto alla Pisside forata dai medesimi proiettili. Anni dopo il papà di don Ubaldo, Augusto, sarà tra i pochissimi a schierarsi per il perdono a Walter Reder, tra i responsabili dell’eccidio, seminando così una piccola grande speranza di riconciliazione, rinascita e pace. Il dono di una sua Parola: «Se resta la mia gente, io debbo restare con loro. […] – Ma ti faranno fuori! – Lo so, andrà a finire così, ma io non mi posso muovere di là.» «Debbo completare il mio dovere. È necessario che raggiunga Casaglia per consumare le specie consacrate. Pregate. Sarà quel che Dio vuole.»

Preghiera a Cristo Re

Sì, Signore, tu sei il mio re.
Sei l'unico di cui mi posso fidare completamente.

Tu, mio Gesù e mio re, mi guidi nel cammino di ogni giorno e sono certo che seguendo i tuoi passi non potrà accadermi nulla di male.

Tu, mio re, sei forte,
perché porti in te la forza straordinaria dello Spirito Santo:
nessuna cattiveria potrà mai vincerti, persino la morte si arrende di fronte a te.

Tu sei pieno di sapienza:
mi insegni come vivere secondo il cuore del Padre, mi parli attraverso la Scrittura Sacra e mi svell il progetto di amore che tu sogni per tutta l'umanità.

Tu, o mio re, hai dato la vita sulla croce per amore di tutti noi: per questo, più che per ogni altro motivo, tu sei il Signore del mio cuore e della mia vita.

Tu sei re, Maestro Gesù.
L'unico al mondo a potersi chiamare così, nella piena verità.

Tu, Signore Dio, sei il mio re: mio, perché ti voglio bene e perché so di essere amato da te, infinitamente.

Amen.

La Basilica di Cristo Re

Come 'na grossa « acca » colorata, sbocciata fra le paggine de storia, descriverò 'sta Chiesa, tant'amata,ner rione, quaggiù, « Della Vittoria ».

Viale Mazzini, co' la verde chioma, la inghirlanda, felice de mortella;
pe' falla amica de 'sta madre ROMA
e pe daje 'st'impronta tanto bella.

Er nostro RE, effiggiato addosso ar muro, mentre, là, in Chiesa, te fà batte er core, descrive, fra que' l'ombre, in chiaroscuro, la potenza d'un CRISTO REDENTORE.

Lo scampanio, che fanno le campane, a tutte l'ore, da matina a sera, abbraccia le borgate più lontane e invita le persone e la preghiera.

Perfino er cavallone — e la Tivù - pare che lanci ar celo er suo nitrito e che s'inchini avanti a 'sto GESU'da tutti È dico tutti E riverito.

L'acqua de Trevi - su Piazza Mazzini - pare gorgheggi un antro miserere e che accompagni, granni e regazzini, fra l'inni sacri e tutte le preghiere.

Er vecchio Monte Mario, più lontano, (asentinella, da matina a sera), è un gigante ciclopico nostrano, vestito a festa e sempre in primavera.

Er Tevere, assomija a un vecchio nume, strisciante fra li secoli de storia, che, fra le nebbie basse e fra le brume, vòle bacià, 'sto RE pieno de gloria;

Un RE - senza stendardi e né bandiere -MAESTRO solamente de bontà, che abbraccia e che protegge 'sto Quartiere e lo prepara a l'Immortalità.

Mario Larini

Logo ufficiale

Spiegazione del logo di beatificazione: Bologna, 27 settembre 2026. Un cerchio formato dalla palma del martirio , segno di vittoria, e da parole del Vangelo di Giovanni sulla Passione del Signore incorniciano diversi simboli che rimandano al martirio di padre Ubaldo Marchioni, padre Elia Comini, SDB, e padre Martino Capelli, SCJ .

Al centro del logo si trova la stola sacerdotale rossa , che evoca il colore dei martiri che versarono il loro sangue per Cristo. Inoltre, questa stola forma la lettera M , un chiaro riferimento alla devozione che questi tre sacerdoti nutrivano per Maria. Tre gocce di sangue versato raccontano la storia del loro martirio, sulle orme dell'Agnello immolato.

Al centro dell'immagine si trova il ciborio trafitto da un proiettile , testimonianza del martirio di padre Ubaldo Marchioni. Mentre lo teneva tra le mani, il suo sangue sgorgò, unendosi a quello del Salvatore, che, versando il proprio sangue, diede la vita sulla Croce per la nostra redenzione.

Erano tre servi fedeli il cui sacrificio non rimase isolato. Il martirio dei tre sacerdoti si unisce al martirio di Cristo: come il Buon Pastore fu trafitto per il suo gregge, così offrirono la loro vita, trasformando il proprio sangue in un'estensione di quell'unico sacrificio che salva il mondo: dal suo Cuore «subito sgorgarono sangue e acqua».

Progetto Grafico di
P. José Ronaldo de Castro Gouvêa, scj

Vita Parrocchiale

Orari Sante Messe e Preghiere
• Prefestive al sabato → 19,00
• Domenica e Feste → 09,00 – 10,30 – 12,00 (NO estate) – 19,00
• Feriale → 07,00 – 10,00 (NO estate) – 19,00
• Adorazioni e Lodi → 07,30 (feriale)
• Lodi Domenica → 08,30
• Adorazione venerdì → 16,00 – 18,00 (tutti venerdì, tranne estate)
• Rosario → 18,30 (tutti i giorni)
• Vespro → 19,45 (ogni giorno, cappella interna)
Confessioni
• Domenica → prima e durante le messe
• Lun.-sab. → a richiesta in canonica (civico 32), prima e durante la messa delle 19,00
Gruppi parrocchiali e Oratorio Cristo Re
• Catechisti Comunione 1° → martedì
• Catechisti Comunione 2° → mercoledì
• Animatori Post-Comun. → giovedì
• Animatori Cresima 1° e 2° → lunedì
• Animatori Post-Cresima → giovedì
• Universitari → mercoledì
• Itinerario Fidanzati → Domenica
• Centro Ascolto Caritas → lun.-ven.
• Gruppo Ecumenico → mercoledì
• Meditazione Cristiana → martedì
• Laboratorio Parroco → giovedì
• Ex Catechiste → giovedì
• Cori Messe domenicali → Domenica
• Chierichetti → Domenica
• Ministri Str. Comun. → Domenica
• Gruppo Presepio → Avvento e Natale
• Scout Agesci Roma 8 → lun.-ven.
• Pasti Caldi odv → lun.-ven.
• Consiglio Pastorale
• Consiglio Affari Economici