Sì, Signore, tu sei il mio re.
Sei l'unico di cui mi posso fidare completamente.
Tu, mio Gesù e mio re, mi guidi nel cammino di ogni giorno e sono certo che seguendo i tuoi passi non potrà accadermi nulla di male.
Tu, mio re, sei forte,
perché porti in te la forza straordinaria dello Spirito Santo:
nessuna cattiveria potrà mai vincerti, persino la morte si arrende di fronte a te.
Tu sei pieno di sapienza:
mi insegni come vivere secondo il cuore del Padre, mi parli attraverso la Scrittura Sacra e mi svell il progetto di amore che tu sogni per tutta l'umanità.
Tu, o mio re, hai dato la vita sulla croce per amore di tutti noi: per questo, più che per ogni altro motivo, tu sei il Signore del mio cuore e della mia vita.
Tu sei re, Maestro Gesù.
L'unico al mondo a potersi chiamare così, nella piena verità.
Tu, Signore Dio, sei il mio re: mio, perché ti voglio bene e perché so di essere amato da te, infinitamente.
Amen.
Come 'na grossa « acca » colorata, sbocciata fra le paggine de storia, descriverò 'sta Chiesa, tant'amata,ner rione, quaggiù, « Della Vittoria ».
Viale Mazzini, co' la verde chioma, la inghirlanda, felice de mortella;
pe' falla amica de 'sta madre ROMA
e pe daje 'st'impronta tanto bella.
Er nostro RE, effiggiato addosso ar muro, mentre, là, in Chiesa, te fà batte er core, descrive, fra que' l'ombre, in chiaroscuro, la potenza d'un CRISTO REDENTORE.
Lo scampanio, che fanno le campane, a tutte l'ore, da matina a sera, abbraccia le borgate più lontane e invita le persone e la preghiera.
Perfino er cavallone — e la Tivù - pare che lanci ar celo er suo nitrito e che s'inchini avanti a 'sto GESU'da tutti È dico tutti E riverito.
L'acqua de Trevi - su Piazza Mazzini - pare gorgheggi un antro miserere e che accompagni, granni e regazzini, fra l'inni sacri e tutte le preghiere.
Er vecchio Monte Mario, più lontano, (asentinella, da matina a sera), è un gigante ciclopico nostrano, vestito a festa e sempre in primavera.
Er Tevere, assomija a un vecchio nume, strisciante fra li secoli de storia, che, fra le nebbie basse e fra le brume, vòle bacià, 'sto RE pieno de gloria;
Un RE - senza stendardi e né bandiere -MAESTRO solamente de bontà, che abbraccia e che protegge 'sto Quartiere e lo prepara a l'Immortalità.
Mario Larini

Spiegazione del logo di beatificazione: Bologna, 27 settembre 2026. Un cerchio formato dalla palma del martirio , segno di vittoria, e da parole del Vangelo di Giovanni sulla Passione del Signore incorniciano diversi simboli che rimandano al martirio di padre Ubaldo Marchioni, padre Elia Comini, SDB, e padre Martino Capelli, SCJ .
Al centro del logo si trova la stola sacerdotale rossa , che evoca il colore dei martiri che versarono il loro sangue per Cristo. Inoltre, questa stola forma la lettera M , un chiaro riferimento alla devozione che questi tre sacerdoti nutrivano per Maria. Tre gocce di sangue versato raccontano la storia del loro martirio, sulle orme dell'Agnello immolato.
Al centro dell'immagine si trova il ciborio trafitto da un proiettile , testimonianza del martirio di padre Ubaldo Marchioni. Mentre lo teneva tra le mani, il suo sangue sgorgò, unendosi a quello del Salvatore, che, versando il proprio sangue, diede la vita sulla Croce per la nostra redenzione.
Erano tre servi fedeli il cui sacrificio non rimase isolato. Il martirio dei tre sacerdoti si unisce al martirio di Cristo: come il Buon Pastore fu trafitto per il suo gregge, così offrirono la loro vita, trasformando il proprio sangue in un'estensione di quell'unico sacrificio che salva il mondo: dal suo Cuore «subito sgorgarono sangue e acqua».
